Certi che l’amore non ha un tempo nè una logica nè un luogo nè religione o sesso.
Certi che la solitudine è vestita con borse costose, scarpe ed abiti comprati da bambini sessantenni con grandi pance e piccola personalità, distillata in litri di Cristal e nebulizzata in polvere bianca.
Murata dietro primer compatto come cemento pronto ad assorbire lacrime dopo un sesso che trita la dignità.
Una solitudine che appare allo specchio terrorizzando chi ha creduto che la gravità non pesasse mai sulle proprie tette, culo e zigomi, riempiti ad ogni cedimento fino a far cedere ogni remoto sogno di poter essere amati per ciò che c’è dietro tanta pura di mostrarsi.

L’Imperfetto